dalla Redazione di Liquida
Il segreto del flusso di coscienza di Joyce
James Joyce non era miope, ma ipermetrope, il che vuol dire che vedere la punteggiatura per lui era tutt'altro che facile: che siano tutte qui le radici dello "stream of consciousness"?
Una ricerca pubblicata sul nuovo fascicolo del British Medical Journal rivela che il famoso narratore irlandese soffriva di ipermetropia: l'analisi degli occhiali, della ricetta di un oculista e di un centinaio di fotografie dello scrittore ha mostrato che Joyce usava le lenti convesse necessarie per la correzione del difetto.
Al di là dell'errore perpetrato in ogni biografia dello scrittore, ritenuto miope da sempre, la scoperta mette in una luce nuova il suo marchio di fabbrica stilistico, ovvero il flusso di coscienza. Gli ipermetropi infatti hanno grandi difficoltà a vedere da vicino, e la punteggiatura per lo scrittore era molto difficile da individuare e distinguere dal resto del testo: dunque egli potrebbe aver sviluppato il suo modo di scrivere a partire dal difetto visivo.
|
Notizia del 20 dicembre 2011 da IrlandaOnline.Com Secondo una ricerca pubblicata sul nuovo fascicolo del “British Medical Journal”, James Joyce non era miope bensì ipermetrope. Lo scrittore irlandese (1882-1941), autore del romanzo “Gente di Dublino” e dell’”Ulisse” non soffriva di miopia così come credeva Richard Ellman che di... continua |
|
Notizia del 23 dicembre 2011 da Finzioni |
|
|
Alzi la mano chi di voi non si è mai lasciato incantare dallo stream of consciousness , per gli amici flusso di coscienza , tipico delle opere di James Joyce . O comunque, se non vi ha incantati, scommetto che l'avrete odiato almeno una volta nella vita. Soprattutto durante una dannatissima... continua |
